REACT Lombardia

React Centro Studi GISED

Prevedere possibili effetti collaterali di farmaci noti

Pubblicata il 26/01/2010

Ogni farmaco considerato selettivo puņ avere molti bersagli fisiologici ma non sempre questi sono tutti noti. Si parla allora di polifarmacologia. Spesso queste correlazioni diventano evidenti con l'insorgenza dei cosiddetti effetti collaterali.

La rivista Nature ha pubblicato un interessante lavoro che, utilizzando metodi
in silico, confronta 3665 farmaci, approvati dalla FDA o in studio, contro 65241 ligandi, correlati a 246 bersagli derivati dal MDDR (MDL drug data report) database. La maggior parte dei farmaci non mostrava somiglianze con i ligandi ma in 6928 coppie farmaco-ligando i valori di somiglianza chimica erano tali da rivelare un gran numero di associazioni sconosciute.

L'approccio matematico utilizzato per questo confronto d'insieme basato sulla similitudine (SEA, Similarity Ensemble Approach) si basa sui metodi utilizzati per confrontare le sequenze di aminoacidi nelle proteine.

Anche se per ora solo una piccolissima parte delle previsioni č stata verificata, la validitą delle interazioni previste č stata confermata sperimentalmente in circa due su tre dei farmaci analizzati.

Ad esempio nel caso del farmaco Rescriptor (delavirdine), un antiretrovirale, gli autori hanno previsto la sua capacitą di legare anche i recettori dell'istamina H4. La previsione č stata confermata e spiegherebbe la ragione dei rash cutanei associati all'uso di questi farmaci.

Reazioni dermatologiche anche gravi (SJS/TEN, DRESS) sono segnalate tra i malati con HIV trattati con farmaci antiretrovirali.

  1. Keiser MJ, Setola V, Irwin JJ, et al. Predicting new molecular targets for known drugs. Nature. 2009;462:175-81.
  2. Keiser MJ, Hert J. Off-target networks derived from ligand set similarity. Methods Mol Biol. 2009;575:195-205.
  3. Borrįs-Blasco J, Navarro-Ruiz A, Borrįs C et al. Adverse cutaneous reactions associated with the newest antiretroviral drugs in patients with human immunodeficiency virus infection. J Antimicrob Chemother. 2008;62:879-88. Review.

Facebook Twitter Google+ LinkedIn Email